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Tesori: il sacro e l’architettura contemporanea

Per secoli luoghi simbolo dell’arte, le chiese raccolgono ancora oggi alcune delle più importanti opere scultoree e pittoriche delle epoche passate. Tesori come la famosa Pietà di Michelangelo o il Polittico Stefaneschi di Giotto, conservati nella Basilica di San Pietro in Vaticano.

In altri casi, invece, oggetto degli interventi dei più importanti artisti di tutti i tempi sono state le forme interne ed esterne degli edifici religiosi. Spazi di culto, grandi e piccoli, sono stati eretti nel tempo come veri e propri capolavori le cui bellezza ed eccezionalità dovevano essere il riflesso delle medesime caratteristiche delle divinità a cui venivano dedicate. È il caso della Cattedrale di San Basilio a Mosca, famosa in tutto il mondo per le sue forme insolite e i suoi colori accesi, o della Sagrada Familia a Barcellona, la grande incompiuta dell’architetto visionario Antoni Gaudì.

Cattedrale di San Basilio, Mosca

Una tendenza, questa, continuata anche in epoca contemporanea, come dimostrano le non poche chiese realizzate da archistar. Solo per fare un esempio si può citare Giò Ponti, che nel 1961 riprogetta, con forme inedite per l’epoca, la chiesa di San Francesco d’Assisi al Fopponino, a Milano.

San Francesco d’Assisi al Fopponino, Milano

Mentre tra i progetti che hanno suscitato più critiche, per il suo stile così diverso da quello canonico, va ricordato il Santuario di San Pio di Pietrelcina di Renzo Piano, consacrato nel 2004. A caratterizzare la struttura, oltre ai 22 archi che ne riempiono l’interno, è la copertura in rame periossidato, che regala all’edificio un colore verde e ne esalta le forme. Sempre più spesso infatti, in epoca contemporanea, l’aspetto sacrale degli edifici di culto viene celebrato e messo in luce, più che dalle decorazioni interne, dalla scelte stilistiche esterne e dai materiali.

Santuario di San Pio di Pietrelcina, San Giovanni Rotondo

È a queste che si affidano compiti simbolici come quello di accogliere la luce, o plasmare spazi identitari per la comunità dei fedeli. Un esempio di questa tensione si trova nell’aula liturgica di San Lorenzo Martire costruita a Rualis, a pochi passi da Cividale del Friuli. Nata come intervento di ampliamento della preesistente chiesa di Santo Stefano, la struttura è riuscita nell’intento di coniugare valori sacri ed estetici: un successo legato al progetto dall’architetto Sandro Pittini e alla sua scelta dei materiali, uno fra tutti lo zintek®.

Chiesa di San Lorenzo, Rualis (UD)

Il laminato in zinco-titanio, alla luce delle sue caratteristiche tecniche ed estetiche, è stato selezionato per la capacità di inserirsi in mondo armonioso nel contesto circostante, ma anche per la sua resistenza e affidabilità, che nelle intenzioni dello stesso Pittini vogliono essere espressione del concetto di eternità che caratterizza la spiritualità più profonda.