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Prysmian Headquarters

Tecnologia al servizio della rigenerazione urbana

Cosa lega Porto Marghera alla Bicocca di Milano? La risposta va cercata nel lungo processo di rigenerazione urbana che la più illuminata imprenditoria italiana, unica nel suo genere, ha prodotto su entrambi i poli industriali, a partire dai primi anni del ’900 e fino ai giorni nostri. Zintek e Prysmian Group hanno saputo cogliere la sfida della riqualificazione urbana delle aree industriali e hanno traghettato i propri quartieri generali nel presente, dotandoli delle più evolute tecnologie in ambito costruttivo, ambientale e lavorativo.

La riconversione dell’area ex-Ansaldo nel quartiere della Bicocca comincia sin dagli anni ’80, quando Prysmian Group colse il momento di trasformazione che la città di Milano stava attraversando, da industria pesante a terziario, che inevitabilmente avrebbe portato alla trasformazione del tessuto urbano e sociale della città, attivando un processo di riconversione da produttivo a direzionale.

Il progetto dell’architetto Maurizio Varratta reinterpreta le tipologie edilizie industriali recuperando lo scheletro dell’edificio, ma convertendolo in base ai principi della sostenibilità ambientale e dell’integrazione tra vita lavorativa e benessere. I tre corpi di fabbrica principali, ognuno su tre piani, destinati agli uffici open-space dell’azienda, sono intervallati da due volumi trasparenti, vero cuore pulsante della struttura, che ospitano delle serre con colture idroponiche e specchi d’acqua. Questi luoghi migliorano l’esperienza lavorativa dei dipendenti e sono fondamentali per la regolazione della temperatura e dell’umidità all’intero complesso. Le trasparenze volute dalla committenza e dal progettista collaborano all’illuminazione naturale, che permette un risparmio di energia elevato e un ambiente di lavoro stimolante.

Le scelte tecnologiche sono improntate a garantire un comfort interno e un risparmio in termini energetici unici nel loro genere. I 3700 metri quadrati di pannellature fotovoltaiche, le serre bioclimatiche, i frangisole regolabili e i brevetti impiantistici Prysmian collaborano in eguale misura al funzionamento di un organismo tecnologico determinante per la sostenibilità ambientale dell’intervento.

L’aspetto compositivo tra pieni e vuoti è arricchito dall’utilizzo del zinco-titanio Zintek su tutta la superficie esterna dei corpi di fabbrica. Grazie alle proprietà intrinseche del materiale, quali la duttilità e la resistenza, il costruttore ha potuto realizzare rifiniture precise su tutti gli elementi costruttivi ed estetici dell’edificio. Un’estetica che, grazie all’opacità del materiale, non dà luogo a fenomeni di riflessione che comprometterebbero l’inserimento armonico del manufatto nel quartiere. Il rivestimento, inoltre, protegge gli strati isolanti e gli ambienti sottostanti e collabora al risparmio energetico della struttura: anche per questo essa è stata premiata con la massima onorificenza nell’ambito della sostenibilità ambientale per gli edifici, la certificazione LEED Platinum.

La sfida accettata dal progettista Varratta di guardare al futuro della sostenibilità ambientale e della integrazione tra vita lavorativa e benessere è stata vinta grazie a un progetto che ammicca all’archeologia industriale e all’eredità della tradizione italiana, e che trova un sottilissimo equilibrio tra tecnologia e natura. Prysmian alla Bicocca e Zintek a Porto Marghera: un decisivo passo verso il futuro imprenditoriale italiano.