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Il seme dell’architettura

L’architettura, che ne siamo consapevoli o meno, fa parte della nostra vita. La nostra storia personale è, infatti, legata ai luoghi in cui siamo nati e cresciuti, agli edifici nei quali abbiamo studiato, abbiamo vissuto e abbiamo provato per la prima volta sentimenti come la gioia, l’amore e anche il piacere estetico. Sì, perché compito dell’architettura che ci circonda non è solo rispondere a un’esigenza che potremmo chiamare funzionale, quella cioè che si realizza quando a livello formale una costruzione risponde alle esigenze necessità materiali per le quali è stata ideata. Alle case, ai palazzi, ai grattacieli nei quali abitiamo, lavoriamo, viviamo e ci muoviamo spetta anche il compito di emozionarci, raccontandoci una storia attraverso le loro forme.

Per esempio, quella dell’Unicredit Pavilion di Milano, lo spazio di incontro polifunzionale sorto in piazza Gae Aulenti di fianco alle alte torri sede dell’istituto bancario, è una storia che parte da un seme. È a questa forma naturale che è ispirato, infatti, l’edificio. Michele De Lucchi, l’architetto che l’ha progettato, ha detto: “L’architetto è un contadino e io ho impiantato un seme per Milano”, intendendo dire in questo modo che la sua opera è ispirata a questo richiama l’elemento vegetale sia dal punto di vista della forma sia da quello della funzione. Quella cioè di far germogliare la partecipazione pubblica attraverso una struttura capace di trasformarsi e di adattarsi alle più diverse esigenze, interne ed esterne, come incontri di lavoro, convegni, concerti, mostre, manifestazioni pubbliche, mediando così allo stesso tempo fra la piazza Gae Aulenti, i grattacieli circostanti e il parco di prossima realizzazione.

Trasformare un’idea progettuale così ambiziosa in realtà ha reso necessario l’impiego di processi costruttivi e materiali innovativi e sostenibili, come il laminato in zinco-titanio zintek®, scelto per la realizzazione delle coperture e del rivestimento esterno dei portelloni laterali. Le caratteristiche di grande malleabilità del laminato lega hanno, infatti, permesso di realizzare una copertura che seguisse le sinuosità della struttura della forma dell’edificio, creando un’unica “pelle” di rivestimento che ne enfatizza l’ispirazione naturalistica. del disegno originale dell’architetto De Lucchi.

Il Pavilion rappresenta quindi una duplice sfida vinta: quella di riuscire a far dialogare forma e materia attraverso materiali all’avanguardia, e anche quella di dar vita a uno spazio emozionale capace di entrare nel cuore di un’intera città.

“I semi hanno una pelle che li ricopre e protegge un cuore vivo, vitale, fertile. C’è dentro l’essenza della vita e la magia di quelle materie che si trasformano e rigenerano quello delle quali sono state generate.”  M. De Lucchi