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Chalet Fiat, più di un semplice rifugio

Architettura sostenibile non è solo sinonimo di risparmio energetico e riduzione dei consumi. Ciò che rende un edificio ecosostenibile è tutto l’insieme di fattori e interventi che coinvolgono processi sociali ed economici in funzione della salvaguardia dell’ambiente: un’opera dell’uomo non dovrebbe imporsi sulla natura, ma proteggerla, compenetrarla, diventarne complemento impercettibile. Questa l’idea che ha fatto da guida al piano della ristrutturazione dell’albergo e ristorante Dosson, 2100 metri di altitudine sul Monte Spinale nella cornice delle Dolomiti di Brenta. Costruito tra il 1965 e il 1968 come struttura ricettiva delle vicine piste da sci, il Dosson sin da subito è riuscito a distinguersi dai classici rifugi alpini e comuni hotel a fondovalle.

Nel 2016 ne è stato avviato l’ambizioso restauro, il cui progetto è stato affidato a Artistudio e ai suoi architetti Giovanni Berti e Monica Fondriest. A loro il compito di trasformare il Dosson in Chalet Fiat: non un semplice rifugio, bensì un osservatorio sulla natura ad alte prestazioni e ridotto consumo energetico, grazie a una serie di interventi mirati, tra i quali il recupero dell’acqua piovana per generare energia pulita.

Seguendo la tendenza delle migliori architetture moderne, lo Chalet Fiat è stato pensato per entrare in armonia con il contesto che lo ospita e, allo stesso tempo, esibire con orgoglio la sua identità di landmark.

Lo chalet si pone come un elemento paesaggistico di connessione, che non modifica la bellissima vista sulle Dolomiti, ma si integra con essa e la maestosità del Gruppo di Brenta.

 

La nuova struttura è stata costruita interamente in legno e montata sul sedime dello stabile  già esistente. La sua progettazione, altamente sostenibile, si costituisce di un edificio a impatto ambientale limitato le cui finalità progettuali, l’efficienza energetica, il miglioramento della salute, del comfort e della qualità della fruizione degli ospiti vengono raggiunti mediante l’integrazione di strutture e tecnologie appropriate.

Un’architettura prestigiosa studiata appositamente per una collocazione, quale quella del Monte Spinale, unica dal punto di vista ambientale: ampie vetrate garantiscono una straordinaria vista a 360° dal Grostè al Crozzon di Brenta, fino al Gruppo dell’Adamello e della Presanella. Proprio questa straordinaria posizione panoramica ha ispirato la struttura e la forma armoniosa dell’edificio.

Oltre all’impiego del vetro, per la struttura perimetrale sono state utilizzate piastre di dolomia, la roccia che compone il Gruppo di Brenta, e il corten, materiale che garantisce durata anche in condizioni proibitive.

Il rivestimento del volume ligneo è stato realizzato in zinco-titanio zintek®, materiale pienamente in linea col progetto: sicuro, ecosostenibile, dall’alta resa estetica. Con il suo color grigio-roccia, zintek® si sposa visivamente al legno e al paesaggio circostante, assicurando la full immersion nel territorio.

Indispensabile a una struttura alberghiera moderna è anche la razionalizzazione degli spazi al fine di renderli il più funzionali possibile: i percorsi di utenti e personale sono stati pensati in modo da limitare le reciproche interferenze, pur rendendo tutti i servizi ben accessibili.

Dotato di tutti i comfort richiesti dalle moderne strutture alberghiere di alto livello, il progetto dello Chalet Fiat è la prova che vivere la montagna senza sconvolgerne la natura è possibile, a patto di tutelarne l’unicità e i delicati equilibri.